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Il sigaro Toscano
Pubblichiamo
il dettagliato contributo che Stefano
e Roberto Fanticelli,
presidente e segretario del Maledetto
Toscano (cigar club fiorentino designato da Slow Food
tenutario ufficiale del presidio "toscano"), hanno dato all'
edizione di ottobre 2004 del mensile francese Amateur
de Cigare, dedicato alla sigaro-mania italiana.
Breve
storia del tabacco Kentucky
Ogni
volta che sfogliamo una rivista e leggiamo o sentiamo parlare di sigaro
Toscano, le prime parole a essere pronunciate sono: «il sigaro più
famoso del mondo, realizzato con la cura e i metodi che diedero origine
alla sua fortuna, 1818», e, di seguito, «nato per puro caso durante
un'acquazzone estivo». La prima parte é stampata anche sul retro del
pacchetto dell' Antico Toscano, la seconda parte ha sempre alimentato la
leggenda del sigaro Toscano.
Scendendo nel particolare e approfondendo i concetti, bisogna precisare
che quella partita di tabacco Kentucky inzuppata dall'improvviso
acquazzone estivo era sicuramente tabacco proveniente dall'America.
Il tabacco Kentucky in Italia si inizierà a coltivare nel soltanto 1878
a Montepulciano, in provincia di Siena. Lo scenario era la Firenze dei Lorena,
negli ultimi anni del Settecento. Prima puntualizzazione da fare: la
data 1818 non corrisponde con la data di fabbricazione di questo primo
prototipo di Antico Toscano, (in principio sigaro arrotolato a mano oggi
sostituito con il Toscano Originale) bensì con la data dell'apertura
della manifattura di Sant'Orsola, passaggio della produzione del sigaro
da artigianale a industriale, per conto del Granducato, fortemente
voluta dal granduca Ferdinando
III, questa fabbrica andò ad assorbire tutto quell'artigiano locale
che aveva dato in precedenza la luce a quella partita di tabacco
fradicia e puzzolente che sprigionava forti odori ammoniacali. Prima di
essere eliminata fu deciso di attendere che almeno il tabacco si
asciugasse, forse per poi essere destinato a tabacco da mastico o da
fiuto.
Asciutto, il tabacco tanto male non era, per "smaltirlo" fu
deciso di farne sigaro usandolo come trinciato per il ripieno, usando
una sola fascia, per diminuirne il costo,il lancio del prodotto venne
effettuato nella borgata popolare di San Frediano. Questo sfortunato
sigaro si ribella alla sua etichetta di sigaro di scarto e così come si
era ribellato a non marcire si ribellerà con la sua forza e la sua
schiettezza.
Il Tabacco Kentucky, la sua
raccolta e la sua cura in Italia e in America
In Italia il tabacco Kentucky si raccoglie a foglia singola e
successivamente si cura per filze di foglie. I raccoglitori di tabacco
colgono le foglie di tabacco con molta cura partendo alla mattina, non
presto perché la foglia toppo umida potrebbe rompersi. Le foglie
vengono accuratamente adagiate su un braccio, dieci alla volta,
successivamente riposte su pianali senza creare pile di foglie troppo
alte, cercando di non pigiarle o lesionarle.
Si raccoglie il tabacco partendo dalle foglie apicali, le foglie della
parte apicale chiamata "Cimarola", usate per la fascia del
sigaro; scendendo verso il basso della nostra pianta , si coglierà la
"Mediana", usata per il ripieno; la parte più vicina al
terreno è chiamata "Branciola", e veniva usata in passato per
tabacco da fiuto e mastico e in piccole percentuali per le sigarette.
La cura avviene sempre per foglia singola cucendo le foglie al gambo o
incrociandole su un filo, su delle pertiche per poi essere trasferite
nei locali di cura dove poi saranno spostate dalle parti più basse a
quelle più alte per permettere un'uniformità di colore, e un giusto
grado di cura, né troppo secche né troppo umide.
Qui entra l'arte del curatore che, per dare omogeneità al colore e
giusto grado di cura della foglia, va ad alimentare il fuoco nelle stufe
a qualsiasi ora della notte. La legna utilizzata nelle stufe è
soprattutto quercia. Viene usata anche della segatura bagnata per dare
il giusto grado di umidità all'ambiente. Le foglia di fascia americana
proviene dallo stato del Tennessee, della città di Nashville, in
America il tabacco si raccoglie tagliando la pianta alla base,
all'altezza della branciola, e la successiva cura avviene a pianta
intera.
La cura è molto lunga, e lenta e la legna utilizzata composta da
piccoli tronchi di Noce Americano. Oggi si usano in prevalenza segature,
dove ritroviamo il Noce ed altri legni similari, che conferiscono alla
foglia un'aroma tendente al dolce.
Quindi nella raccolta e successiva cura, sono molte le differenze tra il
tabacco "italiano" e quello d'oltreoceano, uno dei risultati
più evidenti della cura è il sapore più dolce del tabacco americano
rispetto a quello italiano.
Mi avvalgo quindi delle mie conoscenze enologiche, per descrivere gli
aromi della foglia coltivata in Italia. Decisamente è quello di
"legna affumicata" presente nelle cinquanta essenze degli
aromi, che servono per contraddistinguere i vini nell'esame olfattivo
"Sommelier" hanno racchiusi questi campioni di essenze in una
valigetta. I francesi le hanno ciamate "Le nez du vin", per
esercitarsi e allenare il proprio naso a contraddistinguere le varie
sfumature che fanno parte dei bouquet dei vini
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